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La Galleria Zoran Mušič

Nella Galleria Zoran Mušič è possibile ammirare 143 incisioni donate dall’artista nel 1991 all’allora Comune di Nova Gorica, che ne affidò la cura al Goriški muzej. Le stampe furono eseguite tra gli anni 1949 e 1984. La collezione inizia con una serie di paesaggi della Dalmazia, una delle maggiori fonti d’ispirazione dell’artista, proseguendo con i famosi cavallini. Continua con il ciclo delle Terre dalmate, con il quale l’artista si avvicinò maggiormente all’astrattismo. Si possono inoltre ammirare le rappresentazioni della laguna di Chioggia con le tipiche reti e di Venezia con il ciclo del Canale della Giudecca. Oltre alla serie dei motivi vegetali si possono vedere anche la rappresentazione di paesaggi rocciosi, per i quali Mušič trasse ispirazione dalle Dolomiti e dal bosco di Fontainbleau. Nella collezione sono presentate anche le incisioni della drammatica serie «Non siamo gli ultimi», che Mušič sviluppò ricordando la dolorosa esperienza del campo di concentramento nazista di Dachau e divenute una condanna universale della distruzione della vita umana.

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Anton Zoran Mušič è nato a Bukovica (Boccavizza) nei pressi di Gorizia, il 12 febbraio 1909. Durante la prima guerra mondiale ancora bambino visse in esilio con la famiglia in Carinzia e in Stiria. Nel 1928, completati gli studi a Maribor, si iscrisse all'Accademia di Belle Arti di Zagabria diplomandosi nel 1934 con il professor Ljubo Babić. L'anno seguente, spinto dal professor Babić, si recò in Spagna e vi si trattenne per diversi mesi. In questo periodo realizzò copie delle opere di Goya conservate presso il museo del Prado a Madrid. Tra il 1934 e il 1940 si recò frequentemente in Dalmazia, un luogo che influenzò fortemente il suo sviluppo artistico. Nel 1937 divenne membro del Club degli artisti sloveni indipendenti. Mušič fu inoltre membro del Club delle Belle arti Brazda di Maribor. Nel 1944 si trasferì a Venezia, dove entrò in contatto con il pittore ferrarese Filippo de Pisis e la sua cerchia. Nello stesso anno fu deportato nel campo di concentramento di Dachau. Durante la prigionia realizzò numerosi disegni che negli anni Settanta si svilupparono in una serie di dipinti a olio e incisioni dal titolo » Noi non siamo gli ultimi « .

Dopo la seconda guerra mondiale Mušič visse tra Venezia e Parigi, dove dal 1953 lavorò sotto il patrocinio della Galerie de France, entrando a far parte dell'École de Paris. Espose in tutto il mondo ricevendo numerosi riconoscimenti internazionali. Zoran Mušič morì a Venezia il 25 maggio 2005. Con la propria ricca opera artistica sì affermò come uno dei più importanti artisti d'arte moderna del dopoguerra che seppe trarre ispirazione da mondi e culture diverse, raccontando attraverso un segno puro e raffinato tutta la fragilità e la bellezza della vita.