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La storia del museo

Gli inizi dell’attività museale istituzionale nel Goriziano risalgono al 1861, quando nel capoluogo della Provincia di Gorizia venne fondato il Museo Provinciale, nelle cui collezioni erano custoditi reperti della storia goriziana senza riferimenti di natura nazionale. Le iniziative in corso agli inizi del Novecento tese a istituire un museo nazionale sloveno del Goriziano furono vanificate dallo scoppio della prima guerra mondiale e il materiale raccolto fu disperso. Con l’annessione del Goriziano al Regno d’Italia venne meno anche l’idea di fondare un museo scolastico sloveno.

Il Goriški muzej (Museo del Goriziano) venne istituito dopo la seconda guerra mondiale quando, con la nuova linea di confine tra la Jugoslavia e l’Italia, la città di Gorizia rimase in quest’ultimo stato, mentre la parte del Goriziano assegnata alla Jugoslavia fu privata del proprio centro amministrativo. Per ovviare a questa situazione vennero fondate nella nascente città di Nova Gorica una biblioteca degli studi e un museo distrettuale. Il Goriški muzej venne formalmente istituito con decreto del Consiglio distrettuale popolare il 5 settembre 1952 ed ebbe inizialmente sede nella scuola elementare di Solkan (Salcano) per essere trasferito dopo due anni nel castello di Kromberk. Durante il primo periodo gli è stato annesso anche il Tolminski muzej (Museo di Tolmino). Negli anni l’attività del museo si estese anche all’alta valle del Vipacco, al Collio e al Carso.

Il museo è suddiviso nelle seguenti sezioni: archeologia, etnologia, storia dell’arte, storia culturale, storia, documentazione audiovisiva, laboratorio di conservazione e restauro, biblioteca e deposito centrale ad Ajdovščina (Aidussina).

Il museo ha due unità dislocate a Dobrovo e a Sežana (Sesana). La prima è attiva dal 1991 e oggi amministra le collezioni di Dobrovo e Medana, alla Collezione museale di Sežana (Sesana), fondata nel 2005, afferiscono invece la Galleria Avgust Černigoj e la Collezione di carrozze a Lipica. Entrambe le unità eseguono ricerche nel campo dell’etnologia, della storia e della storia dell’arte soprattutto nell’ambito territoriale di riferimento.